Roma Pride dedicato al corpo e alla libertà di scelta, no agli anatemi sulla gestazione per altri 

Il Roma pride 2017 del prossimo 10 giugno sarà dedicato al tema del corpo e della sessualità.  Su questo argomento in Italia c’è letteralmente un’emergenza. Come testimoniano i dati dell’Istituto Superiore di Sanità,Il 70% delle nuove diagnosi avvengono in stato di AIDS conclamato e vi è un aumento esponenziale tra i giovani in termini di incidenza. Sessualità vuol dire tuttavia anche cultura, rispetto, autodeterminazione e contrasto del bullismo nelle scuole, che si fa da in gran parte proprio sui pregiudizi legati al corpo e al sesso.

Il Roma Pride ha avuto inoltre il merito di aprire la questione relativa alla gestazione per altri, tema che va affrontato in termini di regolamentazione. A chi ha espresso posizioni censorie per difendere le donne dallo sfruttamento che avviene in alcuni Paesi, diciamo che è proprio il proibizionismo unito all’assenza di regole che favorisce illegalità e sofferenza.

La libertà di scelta sul proprio corpo, infine, è un tema trasversale he investe ogni persona ed è strettamente legato al contesto culturale che ci circonda. Per questo, nell’ambito delle iniziative legate al Roma Pride, il circolo Gaynet Roma affiliato Anddos organizzerà un dibattito intitolato ‘Il sesso è cultura’, Giovedì 8 giugno durante la programmazione serale della Gay Croisette.

Omofobia: domani 1° Ottobre associazioni in protesta a Roma, in piazzale Flaminio

contromofobia-flyerDopo gli ultimi due eclatanti atti omofobi consumatisi prima nella Gay Street, cuore della movida LGBTQI che ha visto crescere generazioni di persone omosessuali e poi nel centralissimo quartiere Flaminio, dove lo scorso 26 settembre un ragazzo di vent’anni è stato aggredito da tre sconosciuti scappati all’arrivo dei passanti pronti a soccorrerlo, le Associazioni LGBTQI lanciano un appello e si danno appuntamento Sabato 1° Ottobre Piazzale Flaminio dalle 17 alle 18, per un Flash Mob di protesta mirato a porre l’attenzione sui lavori riguardanti la Legge contro l’Omofobia.

Stanchi e stanche di subire azioni violente guidate dall’odio, le associazioni Anddos-Gaynet Roma, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Famiglie rcobaleno,  Di’GayProject, Agedo Roma, Equality Italia, Gaycs, I Mondi Diversi, Uaar Roma, Beyond Differences Onlus, OmofobiaStop, Ass.ne GayStreet Roma e Gay Villagedanno appuntamento a tutti i sostenitori e tutte le sostenitrici dei diritti civili presso Piazzale Flaminio, dove avrà luogo un Flash Mob di denuncia della mancanza di tutela verso le persone vittime di omofobia e di ogni discriminazione.
La mancanza della Legge contro l’Omofobia ha una eco molto forte soprattutto in queste ore in cui si consumano violenze gratuite ed ingiustificabili  cui i media stanno dando il giusto risalto.
I casi di violenza sono migliaia in un Paese dove la violenza omofoba trova ancora troppo spazio rimanendo impunita e prolificando nel degrado culturale in cui la società sta versando.

Ci domandiamo infine la sindaca Virginia Raggi cosa attenda a convocare il tavolo comunale delle associazioni lgbtqi, che da alcuni anni produce centinaia di iniziative, progetti e, formula proposte culturali e sociali per contrastare l’omofobia.

Le domande poste dalla folla mirano ad instaurare un dialogo con la giunta appena insediata, affinché questa possa fornire loro delle risposte su quali saranno i provvedimenti e le politiche sociali per migliorare la nostra città, proprio in tema di omofobia e di informazione.

Attenzione e riguardo sono rivolte anche e soprattutto verso il governo, da cui il movimento aspetta risposte concrete, perché nel 2016 è inaudito che le perosne omosessuali bvengano aggredite, derise o emarginate perché omosessuali! 

E’ ora di agire. E’ ora di legiferare!

Ci vediamo tutte e tutti Sabato 1° Ottobre
in piazzale Flaminio
alle ore 17.00

Roma, bene prima unione civile il 22 ottobre, ma aspettiamo ancora incontro con Virginia Raggi 

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Abbiamo finalmente una data, il prossimo 22 ottobre, per la prima unione civile della Capitale, quella tra gli amici Daniele e Christian, a quali auguriamo davvero il meglio per il loro futuro di famiglia, sperando che questo parziale strumento giuridico possa presto essere sostituto dal matrimonio egualitario.
Questo tuttavia non basta: Roma arriva a questo appuntamento con un considerevole ritardo rispetto a comuni come Napoli, Milano, Palermo o Bologna, che hanno già celebrato le prime unioni ad Agosto. A volte, come nel caso di Margherita, una donna malata terminale a Milano unitasi pochi giorni prima di morire, anche una settimana può fare la differenza.
Le unioni civili sono solo un tassello rispetto ad una serie di interventi concreti da realizzare contro le discriminazioni, di cui i comuni e in particolare la Capitale devono farsi carico.
E’ per questo che si rende sempre più necessario un incontro tra le realtà LGBTI e la sindaca Virginia Raggi, incontro chiesto già due settimane fa da numerose sigle nazionali e romane, tra cui anche Anddos, sul quale si attende ancora risposta.
La posta in gioco non sono solo le celebrazioni, sulle quali abbiamo ora notizie positive, ma le politiche a tutela delle persone LGBTI e più in generale contro ogni discriminazione: nessun altra città come Roma può dare il buon esempio sul piano nazionale a fronte degli oltre 8000 comuni che si apprestano a rapportarsi non solo con la nuova legge, ma anche con una crescente reazione di intolleranza molto diffusa sul territorio e nei social: ultima triste prova di tutto questo lo sciacallaggio mediatico di alcuni account pseudo religiosi che hanno dato la colpa della tragedia di Amatrice alle unioni civili. Contro questi episodi di vera e propria istigazione all’odio è necessaria una profonda azione culturale che deve necessariamente partire dalle realtà comunali e della quale la città di Roma deve tornare ad essere tra i capofila.
Rosario Coco

Presidente Anddos-Gaynet Roma

Buon lavoro a ‪Virginia Raggi‬, auspicando che sia chiamata “sindaca” e non “sindaco donna”

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Il circolo Anddos-Gaynet Roma augura buon lavoro a Virginia Raggi nuova sindaca di Roma. Al di là delle posizioni politiche del Movimento 5 Stelle, da oggi si apre una nuova fase per la città, in cui anche le istanze legate alle persone LGBTI, ai temi dei diritti civili, all’educazione alle differenze e alla sessualità consapevole dovranno necessariamente trovare spazio nell’azione politica della nuova amministrazione. Per il momento, ci limitiamo a registrare il fatto che troppi media hanno parlato di “sindaco donna” , senza considerare il femminile della parola sindaco. Il sessismo, uno dei pilastri dell’omofobia, si supera anche a partire dal linguaggio, poiché parlare di donna sindaco significa dire che il sindaco è necessariamente un mestiere da uomo. I nostri auguri, quindi, alla nuova sindaca di Roma, alla quale chiederemo presto un incontro per instaurare un’interlocuzione efficace tra amministrazione e associazioni LGBTI.

Rosario Coco
Presidente Anddos-Gaynet Roma

Onda Pride, da Roma a Firenze contro decisione di Nardella: preferivamo quando si parlava di “decoro”

Il circolo Anddos-Gaynet Roma aderisce all’iniziativa lanciata da Gaynet per protestare contro la decisione del sindaco di Firenze Nardella di negare il patrocinio al prossimo Toscana Pride in programma il 18 Giungo. Anche noi saliremo sui pullman che si stanno organizzando per testimoniare il nostro dissenso contro chi, come Nardella, afferma che il Pride è un tema che divide. In un città che ha sempre sostenuto con il gonfalone anche le celebrazioni pasquali questa ci sembra una motivazione alquanto pretestuosa: i diritti e la libertà delle persone LGBTI sono un tema che divide? La decisione di Nardella è in controtendenza rispetto alla maggior parte delle grandi città italiane come Roma, Palermo, Milano, Napoli, oltre che con la totalità delle grandi capitali europee.

Paradossalmente, preferivamo i tempi in cui ci rispondevano che il Pride era una “carnevalata” e offendeva il decoro, perché erano argomenti di chi il non capiva il senso di liberazione della manifestazione, che commemora i moti di Stonewall e sdrammatizza con ironia e satira secoli di repressione sessuale. Adesso invece ci troviamo di fronte a chi fa strumentalmente finta di non capire, collocando i valori del Pride come una rivendicazione che appartiene ad una parte contro un’altra. Secondo noi l’uguaglianza tra le persone, la sessualità liberà e consapevole, la bellezza delle differenze e delle identità, sono valori che appartengono a tutta la cittadinanza, come testimonia ormai da anni la grande partecipazione di persone eterosessuali ai Pride italiani. Negare il patrocinio ad un Pride all’indomani dell’approvazione delle unioni civili, specie da parte di un sindaco del PD, sembra invece una chiara presa di posizione a favore di coloro che all’interno della maggioranza ritengono questo provvedimento un punto di arrivo e non di partenza. E’ per questo che, dopo la grande parata del Roma Pride del prossimo 11 giugno, parteciperemo anche al Pride fiorentino la settimana successiva, per testimoniare concretamente che il Pride unisce, non divide e, soprattutto, avrà sempre un valore universale.

Rosario Coco

Presidente Anddos Gaynet Roma

Roma Pride 2016: chi non si accontenta lotta!

Roma pride 2016(Da anddos.org) – Parte al nuova campagna del Roma Pride 2016, con lo slogan: “Chi non si accontenta lotta”. Un chiaro  messaggio affinché la lotta di liberazione sessuale continui, anche all’indomani della prima legge che consente alle persone dello stesso sesso di unirsi civilmente

Una comunicazione che si pone l’obiettivo di unire la tradizione del Pride con le sfide più moderne del movimento. Da un lato si rievoca co chiarezza la ragione fondamentale del Pride, ovvero la commemorazione dei moti di Stonewall del 1969, in cui la travestita Sylvia Rivera lanciò un tacco a spillo contro la polizia che perseguitava le persone LGBTI. Dall’altro, si propongono dei nuotatori in slip, che in questo caso non rappresentano solo delle figure svestite, bensì  la diffusione dei valori di libertà e inclusione anche nel mondo dello sport di base, una delle battaglie più difficili che attendono il movimento nei prossimi anni.

Non esistono diritti civili, insomma, se non si tiene sempre presente la dimensione della libertà del corpo, delle passioni e della sessualità, una libertà che passa anche per la provocazione e per l’ironia, per immagini forti che vogliono trasmettere in un solo istante la voglia di reagire a intere vite di negazione e repressione delle  identità.

L’appuntamento è quindi per sabato 11 giungo e Anddos, anche quest’anno, sta preparando un carro molto particolare: presto novità e sorprese.

La redazione

Coordinamento Roma Pride: il Prefetto revochi l’autorizzazione alla manifestazione di Casapound.

roma-gay-pride-2015-orig_mainPubblichiamo il Comunicato delle associazioni del Coordinamento Roma Pride in merito alla manifestazione del prossimo sabato 21 maggio

Il Pride, momento di massima espressione della lotta di liberazione del movimento LGBTQI, ripudia da sempre ogni forma di sopruso, autoritarismo e totalitarismo e proclama come suoi valori fondativi quelli dell’antifascismo, dell’antisessismo e dell’antirazzismo.
Il Coordinamento Roma Pride non può pertanto tollerare che per le strade di Roma sfili una manifestazione organizzata dal movimento neofascista e reazionario Casapound.

È ulteriormente inaccettabile che a questa mobilitazione internazionale “in difesa dei confini, delle tradizioni e dell’identità” sia concesso di attraversare Piazza Vittorio Emanuele, cuore multietnico e multiculturale della capitale, e di tenere un concerto di gruppi musicali di ispirazione fascista nel parco pubblico di Colle Oppio.

Questo avviene mentre assistiamo, con crescente preoccupazione, al susseguirsi di azioni squadriste anche contro la nostra comunità, come il blitz a Roma nella sede del Gay Center e a Gaeta nel corso di una conferenza sulle unioni civili.
In questo clima politico, segnato da nuove ondate di razzismo ed omolesbotransfobia, il Coordinamento Roma Pride nota, con aggiuntiva indignazione, che questa manifestazione è dedicata allo scrittore e saggista francese di estrema destra, Dominique Venner, che il 21 maggio 2013 si suicidò a Parigi per protestare contro l’islamizzazione della Francia e dell’Europa e contro il matrimonio egualitario approvato pochi giorni prima.

Il Coordinamento Roma Pride si unisce quindi alle voci dell’ANPI, delle Madri per Roma Città Aperta, del Coordinamento Romano Acqua Pubblica, dei movimenti e collettivi studenteschi antifascisti, di sindacati e di parlamentari del Partito Democratico e di Sinistra Ecologia e Libertà nel chiedere al Prefetto di Roma di revocare l’autorizzazione alla manifestazione onde evitare che Roma diventi palcoscenico internazionale di apologia ed esaltazione di valori antidemocratici e anticostituzionali.

Il Coordinamento Roma Pride sostiene il presidio a Piazza dell’Esquilino alle 9 di sabato 21 maggio, promosso dalle organizzazioni e dai gruppi antifscisti per difendere, compostamente e pacificamente, una Repubblica pienamente democratica e la piena attuazione della Costituzione.

La famiglia italiana dal 1946 a oggi: dal 15 al 17 aprile mostra a Roma

Schermata 2016-04-12 alle 11.38.44 Anddos-Gaynet Roma è lieta di invitarvi alla mostra “La famiglia italiana dal 1946 a oggi”, nell’ambito della manifestazione “Diritti in Transito”, promossa dal Municipio II di Roma Capitale, che si svolgerà dal 15 al 17 aprile  nei locali della Ex Dogana, in Via dello Scalo San Lorenzo 10.

L’inaugurazione della manifestazione avrà luogo il 15 aprile alle ore 18.00 e darà il via ad un progetto collettivo volto alla conoscenza dei Diritti Umani attraverso la cultura.

Nel contribuire a questa iniziativa, Anddos-Gaynet Roma ha voluto porre l’attenzione sul tema dell’evoluzione della famiglia, in un momento storico in cui la politica si appresta a riconoscere per la prima volta i diritti delle coppie dello stesso e le convivenze di fatto, che nel caso delle coppie eterosessuali costituiscono il primo istituto di tutela che si aggiunge al matrimonio.

Schermata 2016-04-12 alle 14.27.11Riteniamo che la conoscenza e la memoria storica siano gli strumenti essenziali per rispondere a quella propaganda sessista e omofoba che ruota intorno alla retorica della famiglia “naturale” o “tradizionale”: se avessimo dato ascolto a chi parlava di “famiglia naturale” oltre 70 anni fa, oggi le donne non dovrebbero nemmeno votare. La mostra, pertanto, ripercorre la storia di questi cambiamenti sociali, culturali e giuridici, per scoprire come solo una cosa sia rimasta immutata, l’amore tra le persone, i loro figli e le loro figlie.

La nostra iniziativa è, quindi, un invito a riflettere sul merito della vita della vita quotidiana e sui quei movimenti sociali che, oggi come ieri, hanno messo alla berlina lacune millenarie nella tutela dei diritti della persona. Oggi come ieri, anche le unioni civili sono solo un passaggio che ci avvicina solo in parte e con grande ritardo ad una società in profondo mutamento, in cui è sempre più necessario valorizzare le differenze e fronteggiare con gli strumenti adeguati le nuove frontiere della propaganda discriminatoria e del pregiudizi.

Rosario Coco

Presidente Anddos-Gaynet Roma

EVENTO FB

PROGRAMMA COMPLETO DELLA MANIFESTAZIONE 

Mostra collettiva – 15, 16 e 17 aprile 2016

Programma venerdì 15 aprile 2016

Programma sabato 16 aprile 2016

Programma domenica 17 aprile 2016

Programma Giornata di Studi “Chi ha diritto alla cultura? La situazione dei beni archeologici in Iraq e Siria” – sabato 16 aprile ore 10.00

Locandina “Chi ha diritto alla cultura? La situazione dei beni archeologici in Iraq e Siria”

 

PER APPROFONDIRE 

 

Roma, inizia il presidio al Senato per le unioni civili – FOTO

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Ha avuto inizio oggi il presidio di fronte al Senato da parte delle associazioni LGBTI e della società civile, contemporaneamente alla discussione in aula della proposta di legge Cirinnà. Per la prima volta un provvedimento che riguarda le coppie dello stesso sesso e le coppie di fatto in generale arriva in un’aula parlamentare. Presenti anche le organizzazioni studentesche, realtà come a Amnesty international e diversi cittadini  accorsi per manifestare la propria voglia di cambiamento. Obiettivo, far sentire il “fiato sul collo” ai senatori durante tutta la discussione e porre importanti questioni politiche, quali ad esempio l’ennesimo slittamento del calendario:

“Lo spostamento del voto sulle pregiudiziali di costituzionalità alle unioni civili, fino a ieri previsto per giovedì 28 gennaio, è certamente un vantaggio per la piazza omofoba del family day”, dichiarano, in una nota congiunta, Rosario Coco – Presidente Anddos-Gaynet Roma, Imma Battaglia – Presidente Onorario Dì Gay Project, Maura Laura Annibali – Presidente Dì Gay Project, , Adriano Bartolucci Proietti – Presidente Nazionale Gaycs.

12642684_887275408058762_4699890381891130398_n“Le persone sono stanche di questi continui rinvii su un tema cosi importante, specialmente in vista di una piazza in cui andrà in scena il peggiore festival dell’omofobia. Ci aspettiamo una posizione netta da parte del governo nei confronti di chi porterà le persone a Roma con le scuse più incredibili, dal “pellegrinaggio” alla “difesa dei bambini”, per negare i diritti degli altri.

12647426_10153833536129534_3865022185730500175_nDa oggi e nei prossimi giorni – aggiungono –  saremo in presidio per ribadire l’assoluta necessità di questa legge, il minimo sindacale che il governo è riuscito a produrre sui diritti delle coppie omosessuali, e alzare la voce sui temi che riguardano la laicità e i diritti, come la legge contro l’omotransfobia, l’educazione sessuale nelle scuole e, infine, il matrimonio egualitario, che dovrà essere il punto di arrivo della nostra battaglia. Pretendiamo che dal Senato esca la migliore legge possibile e ci aspettiamo in questo senso uno sforzo da parte di tutte le forze laiche e democratiche”. 

Per gli studenti è intervenuta anche Serena Fagiani di Link Coordinamento Universitario, che ha sottolineato l’importanza dell’educazione sessuale nelle scuole e della battaglia culturale sui diritti. “No mediazione, si uguaglianza” è il messaggio che si legge sulle lettere “indossate” di studenti e attivisti delle associazioni insieme, che durante il presidio hanno composto questo messaggio con caratteri “umani”.

Intanto, parte anche la campagna “Family every Day”, promossa, dalle associazioni Condividilove, Famiglie Arcobaleno, Mario Mieli, e dalle realtà  commerciali Muccassassina, Giam e Coming out, in risposta alla piazza di sabato prossimo 30 gennaio, in cui si raduneranno le forze conservatrici.

L’appuntamento in Senato, con il primo voto sulle pregiudiziali di costituzionalità, è adesso per martedì 2 febbraio, alle ore 16:00. Confermata per la stessa ora la mobilitazione delle associazioni.

www.anddos.org

Unioni civili, la piazza è uno stop ai cattodem e ricorda al governo le altre urgenze sui diritti.

_R6B2799Le piazze di ieri sono uno stop senza appello per le proposte di mediazione irricevibili arrivate dall’area conservatrice del PD. Non si possono usare le unioni civili per inasprire le pene su una pratica già vietata in Italia come la gestazione per altri, che non riguarda in alcun modo questa legge e interessa nella stragrande maggioranza dei casi le coppie eterosessuali. Si tratta di una foglia di fico per coprire la volontà di negare diritti alle coppie omosessuali, come dimostra anche l’emendamento che vorrebbe declassare l’adozione del figlio del partner ad “affidamento particolare”, già ritenuto incostituzionale da molti esperti e che non garantisce pienamente la tutela dei minori in questione.

Da queste proposte, emerge tutta l’ambiguità del governo sul tema dei diritti, un’ambiguità che rischia di mettere in crisi una legge indispensabile attesa da decenni da migliaia di coppie, con e senza figli, omo ed eterosessuali, tenendo anche conto della parte che riguarda le convivenze. E’ necessario, infatti, andare oltre le unioni civili e far si che alle leggi seguano azioni concrete sul piano della cultura e del sociale: bisogna rinnovare la strategia nazionale LGBT, troncata da questo esecutivo, che grazie alla collaborazione con il Consiglio d’Europa agiva negli ambiti dell’informazione, della scuola, della sicurezza e del lavoro, bisogna ripristinare il ministero delle pari opportunità, bisogna riavviare il percorso della legge contro l’omo-transfobia. E’ necessario, infine, fare in modo che le unioni civili, siano davvero un primo passo per l’estensione del matrimonio civile a tutte le coppie, unica soluzione per la piena uguaglianza di fronte alla legge.

Per tutto questo, l’appuntamento è ora al presidio in Senato, giovedì 28 gennaio, in Piazza delle Cinque Lune, ore 11:00 (dai la tua disponibilità a presidiosenato@gmail.com

Rosario Coco, Presidente Anddos-Gaynet Roma, Imma Battaglia, Presidente Onorario DGP, Maria Laura Annibali, Presidente DGP, Adriano Bartolucci Proietti, Presidente Nazionale Gaycs